Cos’è il minimalismo (finanziario)?

La parola minimalismo è al giorno d’oggi sulla bocca di tutti. Quello che prima era stato importato dall’America come trend, oggi è diventato uno stile di vita per molti seguaci. Questo stile di vita è un’alternativa (riuscita) a un modo di vivere sprecone. Si mira a una vita semplice, meno orientata verso il consumo. In questo modo avrai un attrezzo per le mani per liberarti dagli obblighi di tutti i giorni e raggiungere una vita più piena.

Per il minimalismo non ha senso misurare il proprio standard e valore della vita in base agli oggetti. Il minimalismo trae origine da diverse religioni. La rinuncia alle cose materiali e la più generale sobrietà portano ad un accrescimento personale con un doppio significato. Tra l’altro conosciamo quest’effetto dal buddismo.

Attraverso un certo ordine del proprio ambiente (per esempio in cucina o sulla propria scrivania) e soprattutto anche nella propria vita (nessuna questione irrisolta o obblighi pesanti), l’uomo si sente più pieno e soprattutto più libero.
Conosci la situazione in cui sei seduto alla scrivania e questa è un vero disastro? Non riesci a lavorare concentrato e ti lasci distrarre o interrompere troppo facilmente dalle piccole cose. Non a caso si dice che per lo studio e il lavoro, la scrivania deve essere in ordine. La stessa cosa può essere detta per la cucina. Alcuni riescono a non vedere mai il disordine – senza sentirsi realmente a proprio agio – mentre altri devono sistemare tutto e pulire prima di poter cucinare. Se fai parte di quelli che in caso di disordine percepiscono un disagio interiore hai già fatto in qualche modo esperienza della tua consapevolezza. Congratulazioni! Ora devi mantenere viva quest’attenzione, rafforzarla e allenarti a prendere distanza da determinate cose.

Comprare delle cose, o meglio, spendere i soldi, non deve renderti felice per forza. Però può farlo. E questo dipende da te!

Spesso pensiamo che comprare qualcosa ci renda felici. Questo sentimento di soddisfazione scompare tuttavia molto velocemente. Infatti la felicità della nuova conquista svanisce nel momento in cui ti accorgi che nella tua vita ci sono ancora alcuni cantieri aperti. Però stai sicuro di una cosa: con questo manuale fai un passo importante nella giusta direzione.

Errori frequenti nel minimalismo

Molte persone che hanno deciso di impostare la propria vita in modo minimalistico finiscono per focalizzarsi troppo sulle cose materiali. Il focus deve essere indirizzato su se stessi, la propria vita e in generale sul proprio benessere.
Fra i vari errori dell’introduzione di una vita minimalistica appartengono:

• Gettare le cose che in seguito possono essere ancora utilizzate (o eliminare le cose che ci rendono realmente felici, come per esempio il profumo che ci ricorda dei bei momenti)
•   Comprare mobili invece di utilizzare le possibilità a disposizione (generare soldi, invece di utilizzare le “monetine” a disposizione)
•   Avere troppa pressione addosso per corrispondere all’immagine tipica del minimalista; vivere con una pentola e un materasso (cercare di sopravvivere con l’assegno minimo di assistenza invece di aumentare i soldi)

Minimalismo non significa avere poco di tutto e essere di conseguenza infelici. Significa piuttosto essere soddisfatti con meno (non con “niente”) e provare un sentimento di pienezza, non un sentimento di perdita o di rinuncia obbligata. E sì, è possibile e non una promessa gettata lì! Su internet è pieno di testimonianze.

Come avrai già notato dal mio elenco qui sopra, vorrei accrescere l’affinità con le vostre finanze. Non si commettono errori solo nello stile di vita minimalistico ma anche nel minimalismo finanziario, perché vengono poste delle false priorità.

Metodo-KonMari

Marie Kondo (*1985 in Giappone), un’autrice bestseller, ha esposto nel libro “Magic Cleaning: come il vero riordino ti cambia la vita” il suo metodo personale di riordino (a orientamento zen) “KonMari”.

I fatti più importanti che ho ripreso dal libro in riferimento a questo manuale, sono i seguenti:

1. Dovresti cominciare a esaminare, non precipitosamente, ogni tema finanziario che riguarda te o la tua famiglia. Per esempio puoi cercare e raggruppare tutte le polizze assicurative. Poi esaminale una per una, per capire se tutte le situazioni assicurate sono realmente necessarie. Su questo tema trovi al capitolo 6 (paragrafo previdenza e assicurazioni) altri consigli con I quali affrontare questo compito.

Non importa quanto sia difficile per voi: ne vale la pena per te e la tua famiglia. Nessuno ha bisogno di un’assicurazione per eventualità che probabilmente non accadranno mai. Anche se ti fa sentire più sicuro essere assicurato a 360 gradi: ogni centesimo lo guadagni una sola volta. Anche se non ti senti in grado di prendere la giusta decisione per te e i tuoi cari.

2. Dovresti analizzare la plausibilità di tutti i piani che hai creato e poi puntualmente rinviato. Dove voglio arrivare: se un possibile piano (di vita) non risveglia in te dei sentimenti positivi, dovresti abbandonarlo. Aggrapparsi ai sogni “sbiaditi e offuscati” crea solo della pressione inutile su te stesso. Probabilmente penserai che nella tua vita hai poco tempo e soldi e che ti perdi molte cose perché sei costantemente impossibilitato a vivere il tuo sogno, per esempio a causa del lavoro o del bilancio. Entrambi questi fattori appartengono tuttavia alla vita. Solo un lavoro stabile, che ti garantisce un’entrata fissa e una casa dignitosa in cui ti senti a tuo agio e che ti puoi permettere di avere, pongono le basi per una vita sicura. Per questo non è necessario aggrapparsi per anni ad un’idea che non può essere trasformata in fatti.

Ci allontaniamo dal tema, ma vale la pena ricordarlo:

3. Soprattutto le piccole cose che si accumulano nel corso della vita, devono essere messe in ordine in modo radicale. Cose che prima o poi vogliamo utilizzare di nuovo (per esempio le pratiche e belle bacchette per mangiare o l’orologio da polso che abbiamo messo per l’ultima volta due anni fa) non hanno più legittimità. Può rimanere solo quello che utilizzi attualmente. Diversi accumuli ti recano danno senza che tu te ne accorga.

4. Occorre fare la cernita di tutto e pensare poi alla possibilità di stipare le cose (stoccaggio e posto)! Questo perché se ci rifletti prima e scegli per esempio uno scaffale più grande, tratterrai automaticamente e inconsciamente più cose. Ciò non corrisponde allo scopo di queste misure.

5. Anche lo sgombero e lo stoccaggio perfetto non devono essere utilizzati per accumulare ulteriori oggetti inutilizzati. Quando finisce questo processo di smistamento? Non appena te ne accorgi da solo.

Un giorno ti accorgerai che il tuo procedimento ha avuto successo e che hai raggiunto il tuo scopo. Hai raggiunto il sentimento di libertà. L’autrice esclude una ricaduta in vecchi modelli comportamentali. Vale la pena provarci, no? Non lasciarsi scoraggiare dalla mole del lavoro e credi nella tua capacità di farcela.  Chi deve credere in te se non cominci tu stesso a farlo?

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