Il rapporto con i soldi

Il rapporto generale con i soldi non proviene da chissà dove, bensì ha un motivo tangibile. Non appena devi assumere la responsabilità per i tuoi soldi, manifesti anche la tua gestione. Questo processo si insinua  nel corso degli anni e viene percepito da te come da tutte le altre persone come giusto, perché è così che funziona da sempre. Ti riconosci in questo?  Per esempio per tutti è assolutamente normale pagare con la carta quando si va a fare la spesa. Nessuno si accorge però dei tanti piccoli addebiti che possono provocare un grosso buco nel bilancio. E nonostante questo lo si continua a fare perché è “sempre stato così”.

Ci sono però anche delle eccezioni, come per esempio mettere da parte ogni settimana una somma X e pagare la spesa con i soldi depositati. Questa pratica è molto affidabile e il consumatore sa in ogni momento quanti soldi gli rimangono finita la settimana. Il conto corrente invece presenta sempre una certa somma: viene speso quello che mette a disposizione il conto e di conseguenza si pagano interessi che non sei in grado di pagare al momento  perché aspetti altre entrate. Benvenuto nell’epoca della “società del debito”!

Gli otto tipi di soldi

Come mostrato nel confronto qui sopra, esistono diversi modi di rapportarsi ai soldi. A livello psicologico si può parlare di 8 differenziazioni che andrò a elencare.

La Commerzbank, per esempio, ha effettuato e analizzato uno studio con diversi intervistati. I risultati sono molto interessanti e per questo vorrei condividerli con voi.

Il 19% (quasi un quinto) della società, e quindi la tipologia più estesa, appartiene a “chi non ce la fa” e ha meno di 50 anni. La tendenza fra le giovani donne sta salendo. Il motivo per molti è, fra i tanti, la paura di una regressione sociale. I consumatori colpiti temono soprattutto i temi finanziari o semplicemente non ne hanno la minima idea.
Un ulteriore 16% appartiene agli “sconsiderati”, una buona parte dei quali sono normali lavoratori e hanno più di 50 anni. Il motto solitamente è: “In qualche modo si fa”. Spese spontanee e altre sottovalutazioni del loro potere d’acquisto sono all’ordine del giorno. Fatale è anche la supposizione che la pensione non sia necessaria.

Ben il 16% sono i “pragmatici”, la maggior parte fra i 20 e i 39 anni. Questi appartengono alle tre tipologie più frequenti. Le persone in questione cercano di ottenere informazioni neutrali riguardo ai soldi e hanno un atteggiamento piuttosto critico. Sono infatti dell’idea che all’argomento “soldi” venga data troppa importanza. La disponibilità a occuparsi attivamente delle proprie questioni finanziarie si presenta raramente.

Anche la tipologia sovrana è stata riscontrata nello studio e coincide con l’11% della popolazione. Qui il nocciolo è costituito da uomini a partire dai 40 anni. Hanno livelli di istruzione prevalentemente elevati e una buona posizione lavorativa (occupano anche posizioni dirigenziali o sono lavoratori autonomi) e ricevono lo stipendio più alto di tutti gli intervistati. Questi consumatori hanno la conoscenza necessaria riguardo alle finanze e sono generalmente pronti a rischiare. Fanno fatica a fidarsi dei professionisti finanziari e preferiscono farsi una loro idea.

L’11% è composto dai “prudenti”. I prudenti hanno un reddito medio e hanno un’età compresa fra i 20 e i 40 anni. Fra questi ci sono anche dei pensionati a partire dai 70 anni. Questo gruppo di consumatori ha un approccio razionale ai soldi e punta a investimenti a lungo termine e a una pensione sicura. L’obiettivo di queste persone è quello di risparmiare ogni mese dei soldi.

I “modesti” sono il 10% del totale. A questi appartengono soprattutto i pensionati e coloro che hanno un titolo di istruzione inferiore. Gli interessati non concepiscono eventuali riduzioni dei sussidi e sperano in una previdenza da parte dello stato. Qui i soldi diventano un argomento “personale”. Le persone che lavorano con i soldi non hanno accesso a questa categoria. Per coloro che appartengono a questo gruppo, si consiglia più iniziativa personale!
Esistono anche i “delegatori”, che rappresentano il 10% del totale. Le donne fra i 30 e i 39 anni sono le rappresentanti più comuni di questo gruppo. Il loro reddito è per lo più inferiore alla media anche se hanno un livello di istruzione medio. Si occupano delle proprie finanze ma si affidano alla supervisione di esperti. La fiducia per gli esperti di finanza è tanta. In questo caso consiglio più autocontrollo.

Per concludere gli “ambiziosi” (e felici) rappresentano la fetta più piccola del 7%. Qui ritroviamo la giovane generazione fra i 18 e i 29 anni. Il sesso maschile rappresenta la fetta più grossa. Gli ambiziosi parlano volentieri di soldi e vogliono sempre ottenere il meglio e il Massimo per loro. Danno molto peso alla responsabilità personale perché sanno di essere gli unici responsabili per il loro standard di vita.

La nostra opinione sul lavoro e i soldi

Il rapporto generale con i soldi non proviene da chissà dove, bensì ha un motivo tangibile e viene manifestato dal singolo, testato per anni e recepito come giusto.

L’ambiente familiare e la scuola ci segnano per tutta la vita. L’insegnamento del sapere ci è stato tramandato. Oggi siamo responsabili dell’utilizzo sensato del nostro sapere. Sicuramente conosci il detto: “La mela non cade mai lontano dall’albero” giusto? Molte persone vivono regolarmente la vita che hanno imparato in casa. Solo in pochi hanno scelto attivamente un’altra vita per loro. Coloro che vivono nel passato e ai quali forse appartieni anche tu, mettono in pratica i vecchi insegnamenti. Di base ci si può chiedere come fanno alcune persone, soprattutto le nuove generazioni, a imparare il giusto approccio con i soldi se ovunque ci dicono: “Lavora, lavora, lavora e paga, paga, paga…”‘ in modo da non avere più niente alla fine del mese.

Il 21mo secolo sembra essere però più roseo di quanto pensi. Il lontano dopoguerra è passato; oggi viviamo nell’abbondanza assoluta. Oggi non avere soldi a disposizione dipende dal comportamento della singola persona, ovvero dalla modalità di spreco.

Chiediti come tu e anche i tuoi figli dovreste imparare a relazionarvi con i soldi, se ovunque vi dicono che è assolutamente normale comprare a rate il nuovo impianto stereo o la nuova console per giochi…? Ovunque sappiamo che possiamo comprare quasi tutto a rate.

Ma anche questa abbondanza è dannosa e può portare nel tempo ad una povertà finanziaria e dell’anima perché oggi possiamo comprare cose senza avere messo da parte i soldi necessari.

Impariamo molto a scuola, ma raramente ci insegnano come comportarci con i soldi. Anche trovare il giusto lavoro è sempre di più una responsabilità dei genitori che continuano ad affidarsi all’intervento delle scuole, forse perché non saprebbero fare altrimenti. Una volta si imparava quello che proponeva l’offerta formativa.

Quante persone conoscete che hanno lavorato in grandi fabbriche o al banco dei supermercati o ci lavorano ancora? Se dietro non c’è un’impresa familiare e non esistono legami personali con l’esercizio di questo lavoro, quali sono stati i motivi di questa scelta? Rispetto molto queste categorie di lavoratori, perché ammiro qualsiasi tipo di mestiere, non fraintendermi.

Per fare un altro esempio: impiegati in ufficio. L’uomo, per natura, non è fatto per rimanere seduto tutto il giorno. Problemi alla schiena e posturali sono la conseguenza. Come fa ad essere una scelta intenzionale, lavorare in un posto poco accogliente – lontani dalla luce e dall’aria fresca? Non provi dello stress già solo ad immaginarti di lavorare in un cubicolo di un call-center per 8-10 ore al giorno?

Perdona le mie osservazioni critiche e le domande. Vorrei motivarti a chiederti seriamente, se il tuo comportamento abituale, il tuo modo di pensare in riferimento al lavoro e ai soldi è veramente quello giusto. Se hai già trovato la tua vocazione, ancora meglio. Siete già molto avanti rispetto agli altri.

Per alcune persone, la ricompensa per il loro lavoro è la sola motivazione di impegnarsi e essere regolarmente attivi.
Nonostante questo, tutti vorremmo avere un lavoro in cui sentirci realizzati e non stremati! Comunque la maggior parte del tempo durante la settimana, lo passiamo a lavorare. Diversi calcoli dimostrano che mediamente l’uomo passa 8 anni pieni della sua vita a lavorare. Se avete due lavori o siete autonomi, lavorate ancora di più e ancora più duramente per guadagnarvi la pagnotta. Per fare un confronto: un essere umano dorme in media per più di 24 anni.

Convinzioni sul tema soldi

Questo capitolo è veramente importante se vuoi relazionarti con successo al denaro. Leggi attentamente e prendi appunti.

Cosa sono le convinzioni?  Un esempio potrebbe essere : “Penso, quindi sono”. Lo disse il filosofo René Descartes, meglio conosciuto come Cartesio, nel 1637. Con ciò intendeva dire semplicemente che l’uomo deve esistere per pensare – quindi è presente se pensa. Questo esempio sembra molto filosofico, ma è l’esempio migliore per molti altri paragoni.

Di seguito 9 convinzioni negative che riguardano i soldi, che avrai sicuramente già sentito o addirittura già detto.

1. La ricchezza rovina il carattere
2. Non voglio diventare ricco, perché rende infelici
3. Come genitore single, non posso guadagnare
4. Faccio un lavoro che non mi dà da vivere
5. Non si parla di soldi
6. Se guadagno poco, molte persone mi riterranno un completo fallito
7. Senza soldi non valgo niente
8. Non farò mai soldi
9. Le questioni finanziarie non mi riguardano

In questo contesto, ritorno all’esempio di prima di Descartes. Attraverso la sua convinzione ha richiamato l’attenzione sul fatto che un uomo influisce sul proprio potenziale attraverso il pensiero. Solamente se vi aggrappate a qualcosa di positivo (che corrisponde anche alla verità), può accadere qualcosa di buono. Il pensiero negativo infatti attrae solamente avvenimenti negativi.

A seguire elenco 9 convinzioni positive riguardo al tema soldi e ti assicuro che a partire da queste potrai crearne di nuove:

1. I soldi sono miei amici e non un nemico
2. I soldi possono aprirmi molte possibilità, non solo per arricchirmi ma anche per fare qualcosa di buono
3. Penso ai soldi in modo positivo
4. Ho guadagnato molti soldi
5. Guadagno sempre più soldi
6. I soldi si trovano in strada, devo solo andare a prenderli
7. Attraggo magneticamente i soldi
8. Essere benestanti è una cosa buona
9. Ho le mie finanze sotto controllo

Se ti riconosci nelle convinzioni negative riguardanti i soldi, dovresti cambiare la tua impostazione per approcciarti meglio a questi. Cerca di prenderti l’impegno di recitare ogni giorno ad alta voce alcune convinzioni. Secondo la legge d’attrazione, attirerai verso di te le cose alle quali pensi spesso e delle quali sei profondamente convinto. L’effetto dei pensieri positivi è stato provato su diversi fronti.

Credimi, le persone che hanno avuto successo non hanno convinzioni negative riguardo al denaro, altrimenti non sarebbero dove si trovano oggi.

Esercizio Nr.1

Fai in modo che recitare le convinzioni positive sui soldi diventi un rituale. Per fare questo la colazione o la doccia mattutina si prestano benissimo. Credi fermamente al significato delle parole e sii pronto ad accettare e a interiorizzare i nuovi modelli di pensiero.

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